Rapporto Aureo: l’armonia del volto nella Medicina Estetica

Cosa significa essere belli? 

 

Per tanti vuol dire avere quelle caratteristiche di perfezione che rendono un volto attraente, mentre per altri avere un viso interessante.

 

Nel corso delle epoche il concetto di bellezza è molto cambiato, ma esistono anche delle regole generali grazie alle quali oggi è ancora possibile indicare un viso come bello e armonioso, come accade con il così detto rapporto aureo, molto usato anche nella medicina estetica. 

 

 

Il rapporto aureo e la bellezza al servizio della medicina estetica

 

Alcuni canoni estetici non tramontano mai, questo perché ciò che ancora oggi consideriamo bello deriva da un’estetica che nacque nell’antica Grecia, e si sviluppò nel corso dei secoli. 

 

E se alcuni canoni sono stati abbandonati o modificati, altri hanno ancora un alto valore e sono presi in considerazione allo scopo di individuare un viso come attraente e realizzare le procedure mediche e di tipo estetico. 

La medicina estetica, in particolare, non mira alla creazione di visi tutti uguali, ma ha come obiettivo quello di regalare un’armonia generale al volto, che dovrà essere bilanciato e ben definito. 

Per fare, però, un excursus relativo ai canoni estetici nel corso della storia, si potrà partire da quelli che erano chiamati i “terzi orizzontali” che vennero individuati da Leonardo da Vinci.

 

Per l’artista e inventore, il volto poteva essere diviso, a livello ideale, in tre terzi di ugual misura: il terzo superiore andava dal "trichion" (punto situato all'incirca all'attaccatura dei capelli, sulla fronte) alla "glabella" (una piccola area incava dell'osso frontale, all'incirca tra le arcate delle sopracciglia), il medio dalla "glabella" al "sottosuolo" (all'incirca sotto le narici) e quello inferiore dal "sottosuolo" al "mentone" (corrispondente circa alla punta del mento).

Il sistema dei terzi orizzontali sembra avere ancora una valenza attuale, in quanto molti dei volti indicati come più attraenti rispettano questo tipo di armonia e di proporzione. 

Allo stesso modo, la suddivisione del volto può avvenire anche per parti orizzontali, in questo caso cinque, che dovrebbero avere la giusta proporzione e l’armonia necessaria per potersi definire “belle”. 

Il rapporto aureo e la medicina estetica

Un metodo che, infine, viene usato ancora oggi anche nella medicina estetica allo scopo di poter valutare un volto come proporzionato, è quello del rapporto aureo.

 

Il rapporto aureo, che viene anche chiamato Phi, è costituito dal numero 1,618, e potrà essere applicato a diverse parti del volto, messe in relazione tra di loro. 

Allo scopo di  comprendere ancora meglio di che cosa si stia parlando, si può integrare il rapporto aureo nel caso in cui:

• Gli occhi abbiano la stessa larghezza e la loro larghezza sia equivalente alla loro distanza

• Gli occhi si posizionino esattamente al centro della testa

• Alla distanza degli occhi possa corrispondere la larghezza della base del naso

• La distanza delle iridi equivalga alla larghezza della bocca

• La parte esterna del padiglione auricolare si trovi alla stessa altezza delle sopracciglia

• Il lobo delle orecchie si trovi al livello dell’attaccatura inferiore del naso

 

Il rapporto aureo, quindi, viene preso in considerazione dalla medicina estetica allo scopo di effettuare interventi che diano nuova armonia al volto, e che consentano di avvicinarsi a quella perfezione che, in Natura, viene concessa solo a pochi esseri umani.  

 

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